NELL’ARTIGIANATO TREVIGIANO PER LA PRIMA VOLTA GLI OVER 64 SUPERANO GLI UNDER 40

Il Veneto è al terzo posto in Italia secondo l’indice Confartigianato Youth Friendly 2026 che ha misurato il contesto per imprese e lavoro dei giovani in base a 27 indicatori socioeconomici. Ottiene un “alto livello” con 697 punti, contro una media nazionale di 564. «Nonostante questo, nell’artigianato trevigiano», puntualizza Armando Sartori, presidente Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, «l’anno scorso abbiamo assistito al sorpasso degli over 64 sugli under 40. I primi sono 3.547, pari al 14,8% del totale delle imprese artigiane, mentre i giovani sono scesi 2.909, pari al 12,1%. Questo è segnale d’allarme che chiama in causa con urgenza anche la capacità di garantire la continuità d’impresa».

Una risposta viene dal progetto “Nextgen Makers” promosso dal Gruppo Giovani Imprenditori di Confartigianato. L’incontro conclusivo “Impresa che si rinnova. Tra tecnologia, cultura e nuovi scenari” è in programma il 15 ottobre alle 18.30 a Ca’ Lozzio di Piavon di Oderzo. Intervengono Sebastiano Zanolli su “Futuro, cambiamento e persone: le sfide dell’impresa” e Maurizio Busacca
che affronta i tema “Cosa c’è di umano nell’innovazione tecnologica?”

«Il progetto si propone di favorire l’imprenditorialità giovanile artigiana attraverso un’esperienza immersiva e di rete», spiega Gabriele Vazzoler, presidente dei Giovani Imprenditori. «Le imprese artigiane hanno un significativo potenziale attrattivo per i giovani, grazie a una combinazione di valori, opportunità di crescita personale e professionale e flessibilità. Caratteristiche che rispondono alle esigenze e alle aspettative delle nuove generazioni».

In provincia di Treviso le imprese giovanili sono 6.061, pari al 7,4% del totale. Di queste 2.115 sono artigiane, il 34,9% del totale delle imprese giovanili e il 9,9% delle imprese artigiane. Le imprese che hanno intrapreso il passaggio generazionale negli ultimi sei anni sono il 10,3%. Nei prossimi cinque anni il 9,6% sono interessate a compiere “il salto”.

«Servono interventi urgenti», sottolinea il Armando Sartori, presidente Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, «per questo da due anni stiamo portando avanti il progetto di “Evolution On – Misurare, allenare costruire la crescita dell’impresa”. Puntiamo ad affrontarla in modo sistemico, non limitandosi all’accompagnamento dei singoli casi, ma costruendo un dispositivo territoriale permanente di analisi, prevenzione e attivazione di soluzioni. Anche facendo leva sui punti di forza del nostro territorio, evidenziati dall’indice Confartigianato Youth Friendly 2026».

L’indice si basa su quattro pilastri: occupazione e dinamiche giovanili; struttura e vitalità del sistema produttivo; capitale umano e istruzione; capacità amministrativa e inclusione territoriale. Il 68% degli imprenditori under 35 indica come motivazione di spinta alla nascita dell’impresa il successo personale ed economico.

Una realtà comunque dinamica, come conferma la domanda di lavoro delle imprese artigiane under 30 in Veneto che si attesta al 30,2%, contro il 20,3% delle imprese non artigiane. Nel 67% dei casi si tratta di contratti di apprendistato e a tempo indeterminato.

Il Veneto è al secondo posto in Italia per propensione delle imprese giovanili alla collaborazione con le scuole: il 16,3% ha ospitato almeno un tirocinio contro una media nazionale del 12%.

La presenza di laureati nelle imprese venete è pari al 33.3%su toltale delle persone occupate tra i 25 e i 39 anni e al 65% di questi è richiesta capacità di utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale, cloud computing, Industrial Internet of Things (IoT), data analytics e big data, realtà virtuale e aumentata e blockchain.

«Siamo in ritardo e i dati lo confermano e sono preoccupanti», mette in guardia il presidente Armando Sartori. «La questione non riguarda solo l’impresa singola, ma il sistema imprenditoriale. È urgente prevenire la perdita di competenze strategiche nell’artigianato attraverso un tempestivo ed efficace passaggio d’impresa, realizzando un sistema integrato di matching tra imprese in successione e potenziali subentranti».

L’Italia è in fondo alla classifica europea per il tasso di occupazione degli under 35: 43,9% contro 58,4% dell’eurozona. In dieci anni la fuga dei laureati italiani ha avuto un saldo negativo di 117 mila unità, meno 32 giovani in meno al giorno.

In compenso, l’Italia è leader per imprenditori e lavoratori autonomi under 30 con il 16,8 % del totale dell’UE. 

Sono 120.598 le imprese giovanili, pari al 25,5% delle imprese giovanili e al 9,8% dell’artigianato nazionale. Sono 88.735 imprese giovanili artigiane a conduzione italiana mentre 31.846 sono a conduzione straniera.

Un elemento particolare riguarda le imprese femminili under 35: dal 2021 al 2025 quelle artigiane sono aumentate dello 0,2% contro una discesa del 5,4% di quelle maschili.

La propensione all’innovazione delle piccole imprese italiane è al 64,5 punti contro la media europea di 50,3. L’aumento della propensione all’innovazione si osserva esclusivamente tra le piccole imprese: + 5,1 punti.