AUTOTRASPORTO VENETO AL LIMITE: “COSTI IMPREVEDIBILI, SERVIZI A RISCHIO. IL SETTORE VERSO IL PUNTO DI ROTTURA”

Sabato 11 Aprile assemblea pubblica regionale dell’autotrasporto veneto, aperta anche alla stampa

Il sistema dell’autotrasporto veneto è arrivato a un punto critico. Le principali associazioni di rappresentanza del comparto – Confartigianato Trasporti Veneto, FAI Veneto e CNA Fita Veneto – chiamano a raccolta tutte le imprese della regione per un confronto pubblico, aperto anche ai giornalisti, su una crisi che non è più gestibile con interventi tampone.

Negli ultimi mesi, il settore sta affrontando una tempesta perfetta: aumento dei costi operativi ormai fuori controllo, rapporti sempre più tesi con la committenza, margini talvolta ridotti all’osso e una volatilità dei prezzi che rende im-possibile qualsiasi pianificazione nel medio pe-riodo.

“Non possiamo più permetterci di procedere giorno per giorno, rincorrendo le cifre sui tabel-loni dei distributori che sembrano impazzite con l’ulteriore problema che le forniture alle imprese sono diventate ancora più esose rispetto ai prezzi alla pompa– sottolineano le as-sociazioni. Gli interventi tampone possono dare sollievo nell’immediato, ma rischiano di trasformarsi in semplici palliativi o addirittura alimentare la confusione negli operatori. Il tempo della gestione emergenziale deve lasciare spazio a una visione strategica” Per le categorie di trasporto “di fronte a uno scenario così complesso, è necessario costruire una strategia di respiro europeo. Serve un piano condiviso tra i Paesi dell’Unione, un ‘ombrello’ automatico capace di attivarsi nelle fasi di crisi per evitare che le imprese restino esposte a un’incertezza permanente. Le emergenze non sono più eccezioni: sono diventate la norma-lità”.

A pesare in modo determinante è il costo del carburante: dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, il prezzo del gasolio è cresciuto del +34% nell’extra-rete, mentre alla pompa è cre-sciuto, nonostante i 20 cent di riduzione, di un +17% tra mese e mese, ad oggi (Aprile) del 23%, generando un aggravio per le imprese di decine di milioni di euro al mese e di centinaia di milioni di euro l’anno. Un impatto enorme per un settore in cui il carburante rappresentava prima della crisi circa il 20% dei costi aziendali, ma che oggi si aggira tra il 35% e il 40% per le imprese di autotrasporto, seconda voce più rilevante dopo il personale.

L’assemblea rappresenta un messaggio importante per il settore: un invito esplicito all’unità delle imprese, chiamate a condividere criticità, idee e proposte operative, con l’obiettivo di definire una linea comune da portare al Governo.

Perché, questa volta, il rischio non è solo economico: è la tenuta stessa di un com-parto essenziale per il funzionamento dell’intero sistema produttivo. Tra le richieste: uno immediato stanziamento di reali risorse esclusive per il settore autotrasporto adeguate a ristorare le perdite subite, comprese quelle previste dal Decreto-Legge 18 marzo 2026 n. 33, sospensione e differimento dei versamenti contributivi e fiscali per garantire la liquidità nonché il ripristino della carbon tax così come garantita sino al 18 marzo, garanzia di inter-vento nei confronti di comprovate violazioni delle norme sui costi della sicurezza nei con-fronti dei committenti e speculatori. Questa la base minima per garantire la regolare conti-nuità dei servizi di trasporto e sostenere il comparto dell’autotrasporto in profonda crisi.